Diritti coppie gay e unioni civili: il TFR del lavoratore spetta anche all’ex partner Diritti coppie gay e unioni civili: il TFR del lavoratore spetta anche all’ex partner

Diritti coppie gay e unioni civili: il TFR del lavoratore spetta anche all’ex partner

LGBTUnione Civile di Avv. Andrea Marzorati
La celebrazione dell’unione civile ha introdotto numerosi diritti per le coppie gay anche nel momento dello scioglimento del rapporto. Tali tutele, anche economiche, sono... Diritti coppie gay e unioni civili: il TFR del lavoratore spetta anche all’ex partner

La celebrazione dell’unione civile ha introdotto numerosi diritti per le coppie gay anche nel momento dello scioglimento del rapporto. Tali tutele, anche economiche, sono del tutto simili a quelle concesse in caso di divorzio, come quella relativa al TFR.

Una delle norme a tutela dell’ex coniuge prevede che il 40% del trattamento di fine rapporto del lavoratore, maturato durante il matrimonio, spetti al coniuge divorziato. La Legge Cirinnà ha previsto che tale regola valga anche nel caso in cui una coppia omosessuale celebri l’unione civile.

Quando è possibile ottenere il TFR

Affinché il giudice riconosca una quota di TFR è necessario che l’ex partner non abbia contratto una nuova unione civile, sia titolare di un assegno di mantenimento periodico e che la riscossione del trattamento sia effettuata dopo la domanda di scioglimento dell’unione.

 

Poniamo il caso, quindi, che tra due donne che si uniscono civilmente, una, manager di un’importante azienda, faccia parte di una famiglia molto abbiente e l’altra sia una lavoratrice part-time precaria. Durante il legame di coppia, ovviamente, anche lo stile di vita della seconda ha subito un notevole miglioramento grazie a frequenti uscite, viaggi, regali ed ampie disponibilità di denaro che con il suo lavoro precario non si sarebbe potuta permettere. Nel caso in cui le due dovessero lasciarsi la lavoratrice part-time potrà ottenere il riconoscimento di un assegno dimostrando di essere impossibilitata a procurarsi i mezzi adeguati al suo sostentamento dato che il suo impiego le consente di soddisfare solo in parte i suoi bisogni primari.

 

Ottenendo tale assegno la lavoratrice avrebbe la sicurezza di poter attingere al TFR dell’ex partner una volta riscosso nella misura del 40% della somma accantonata durante l’unione.

 

Come possiamo immaginare questa regolamentazione ha comportato un importante passo avanti a protezione dei soggetti legati da un rapporto omosessuale rispetto al passato. Pensiamo, infatti, a quanti, magari senza lavoro né prospettive di mantenimento, possono trovare il supporto economico necessario anche in caso di rottura del legame d’amore.

Diritti coppie gay e unioni civili: il TFR del lavoratore spetta anche all’ex partner ultima modifica: 2017-05-31T10:49:02+02:00 da Avv. Andrea Marzorati

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